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ULISSE - IL FANTASTICO VIAGGIO DELL'ODISSEA
Il documentario, infatti, segue due tracce, il poema di Omero messo in onda dalla Rai in uno sceneggiato realizzato da Franco Rossi nel 1968 e i riscontri storici, tecnici, scientifici alla narrazione. Il fantastico viaggio dell'Odissea diventa un'anima alla ricerca del mondo in cui viviamo, di quello che siamo stati, del senso del nostro esistere non "come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", concetto caro a Dante, espresso nella famosa terzina che il sommo poeta fa dire a Ulisse nel canto XXVI dell'Inferno.

Angela ci presenta quindi un ricco commento alla narrazione delle peripezie dell'eroe, con digressioni a partire da dettagli che sfuggirebbero allo spettatore. Ecco allora l'intervento del nutrizionista che spiega quali erano le risorse alimentari durante un assedio, o l'intervista all'esperto di strategia militare che, a partire dal cavallo di Troia, illustra alcune delle tecniche usate da un commando anche in epoca moderna.
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L'incontro con Polifemo avrà conseguenze tragiche per Ulisse, che dovrà fare i conti con il padre del ciclope, Poseidone, contro la cui ira non basterà l’intercessione di Atena, sua dea protettrice. Questo induce Angela a descrivere la religione dei greci antichi, e la compagine degli dei, riprodotta con numerosissime opere d'arte.

L'episodio di Eolo offre l'occasione per imparare, dalle parole di un fisico, cos'è il vento, anticamente ritenuto di provenienza divina. Interessante anche l'intervento di un esperto che illustra le tecniche di navigazione dell'epoca. E così avanti, tra un alternarsi di storia e leggenda, un soffermarsi su luoghi, fenomeni naturali e antropologia, arte e archeologia.

Il documentario ci mostra delle ambientazioni nella Grecia antica e nella sua cultura con la consueta accuratezza che caratterizza l'attività divulgativa di Piero Angela. Vediamo nel filmato le città come si presentavano all'epoca del loro massimo sviluppo, possiamo immaginare la vita di allora, quasi diventiamo, anche noi spettatori, i loro abitanti.

Il documentario ci sa affascinare, ci fa rivivere un passato lontano solo cronologicamente ma sempre presente anche oggi, perché il nostro essere uomini e donne non risente del trascorrere del tempo. Possiamo diventare tecnologici, scienziati, addirittura astronauti, ma la nostra essenza eterna fatta di passioni, desideri, speranze e sentimenti la ritroviamo anche in Ulisse. Il suo continuo andare, scoprire, addentrarsi in territori sconosciuti seguendo un istintivo anelito di conoscenza sarà in tutte le epoche successive, fino a noi e oltre, emblema di quell'intelligenza irrequieta che sta alla base del progresso.


Maria Chiara Coco