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La sala studio rimarrà chiusa nelle seguenti giornate: 16, 19, 30 e 31 ottobre.

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STORIA CINEMATOGRAFICA DELLA LETTERATURA ITALIANA
Si inizia con una riflessione sugli strumenti caratteristici delle due modalità di narrazione, la parola scritta per la letteratura, le immagini per il cinema; fra il romanzo e il film c'è la sceneggiatura e su quest'ultima il regista lavora per realizzare la sua opera. Segue un'analisi del processo filmico nelle sue fasi con spiegazioni del linguaggio tecnico specifico della cosiddetta settima arte, che aiuterà il lettore inesperto a comprendere il contenuto del libro. Si parla di inquadrature, focalizzazione narrativa, stream of consciousness; di montaggio, adattamento dei testi al nuovo medium, crossmedialità fra mezzi di comunicazione diversi, grazie ai moderni canali digitali.

Dalla letteratura medievale sono stati ispirati molti film, fin dall'invenzione del cinema, per il fascino che questo periodo esercita, con l'esemplare vita di S. Francesco d'Assisi, con i viaggi e le avventure di Marco Polo, per non parlare di tutto il materiale offerto dal poema di Dante e dai racconti del Boccaccio.
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Anche dalla produzione letteraria dei secoli successivi sono stati tratti moltissimi film, che fanno rivivere sullo schermo le atmosfere fantastiche della Gerusalemme liberata e dell'Orlando furioso, le vite di grandi personaggi come Giordano Bruno e Galileo, dominate da un clima cupo e oscurantista, fino al Risorgimento e alla letteratura del Novecento.

L'autore illustra il compendio di pellicole tratte da opere di tutti i tempi con un intento didattico, per avvicinare il pubblico, soprattutto dei giovani, ai grandi classici attraverso un mezzo di più immediata fruizione quale il cinema. È il cinema che rende anche oggi immortali quei capolavori che incorrerebbero nel rischio di venir dimenticati o addirittura mai conosciuti, con la sempre più scarsa propensione alla lettura. Nella descrizione dei film citati nel suo libro, Ripari sente la necessità di non limitare il discorso più propriamente a una critica cinematografica, ma di ampliarlo a una critica letteraria, nella convinzione che "un buon adattamento cinematografico entri di diritto a far parte non solo della fortuna del testo adattato, ma anche della storia della sua critica".

La lettura del libro di Ripari è scorrevole anche se ricca di dettagli e citazioni. Chi entra nel mondo del cinema attraverso i film descritti dall'autore entra anche nei testi da cui i film sono tratti e contemporaneamente nell'ambito storico in cui le storie sono inserite, percorrendo così un itinerario culturale pur con registri e linguaggi diversi.



Maria Chiara Coco