Newsletter
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti
Mediacritica
Mediateche FVG
Mediateca "Mario Quargnolo"
visionario.movie/mediateca
Via Asquini, 33
33100 - Udine
Tel: 0432 - 298761
Mediateca di Cinemazero
mediateca.cinemazero.it
c/o Palazzo Badini
via Mazzini, 2
33170 - Pordenone
Tel: 0434 - 520945
La Cappella Underground
www.lacappellaunderground.org
c/o Palazzo Galatti
via Roma, 19
34132 - Trieste
Tel: 040 - 3220551
Presentazione
Regolamento Mediateche FVG
Link utili
 
Con il sostegno di
 
Info
Mediateca.GO "Ugo Casiraghi"
mediateca provinciale di Gorizia

Via G. Bombi, 7
34170 - Gorizia

Tel +39 0481 534604
fax +39 0481 539535
info@mediateca.go.it

Sala studio
dal lunedì al venerdì
dalle 15 alle 19

Distribuzione
dal lunedì al venerdì
dalle 15 alle 19

 
 
Kinemax
 
Segretaria di Hitler. L'orrore guardato da vicino
Segretaria di Hitler. L'orrore guardato da vicino (2005) di André Heller e Othmar Schmiderer
DVD + libro di 88 p., Feltrinelli (Collana Real Cinema)
Contenuti speciali: Interviste a: Amos Luzzatto, Presidente Unione delle comunità ebraiche italiane: Gli impiegati dell'ideologia della morte (14'); Francesco Germinario, storico: Il nuovo nazismo (8'); David Bidussa, storico: La possibilità neonazista (3')
Genere: Documentario
Film per tutti

Nel 1942 Traudl Junge, una giovane che avrebbe desiderato diventare ballerina, fu assunta come segretaria particolare di Hitler. Divenne così testimone dell'agonia del regime nazista, trascorrendo a fianco del dittatore, di Eva Braun e degli alti comandi militari tedeschi i giorni che portarono alla presa di Berlino da parte dei sovietici. Nel clima claustrofobico del bunker, in una cupa atmosfera di morte incombente resa vieppiù tetra e spettrale dall'assenza di luce naturale, Hitler, che non vuole cadere in mano al nemico, programma il proprio suicidio e detta alla segretaria il suo testamento politico.
Dopo aver scritto le proprie memorie nel 1947, Traudl Junge accettò solo mezzo secolo dopo di rilasciare la propria testimonianza davanti alla macchina da presa. Nel rimembrare della donna dinanzi all'obbiettivo si può riconoscere una costante oscillazione fra due piani inestricabilmente uniti; da un lato, un tentativo di lettura delle ragioni che spinsero la maggioranza dei tedeschi ad aderire convintamente all'ideologia nazista: «Sono cose che possono accadere solo quando un regime tirannico è talmente radicato da dominare tutti gli strati della struttura sociale [segue una lunga pausa] e i tedeschi sono bravi a organizzare. [Hitler] li convinse che avevano un compito ben preciso: sterminare gli ebrei come vittime sacrificali in quanto erano la causa di tutti i loro problemi»; vi è tuttavia un piano solo personale dell'ex segretaria, un piano per il quale le varie sedute di fronte alla macchina da presa sembrano adempiere una funzione catartica, come un dipanarsi di un discorso interiore circa la posizione assunta nei confronti del nazismo. Dichiarazioni di disarmante ingenuità (o piuttosto assolutorio autoinganno) ‒ «sensazione di aver vissuto sotto una campana di vetro»; «lavorando al Quartier Generale ero alla fonte principale delle informazioni, e invece sembrava che fossi in un angolo morto (...)» ‒ si alternano a chiare crisi di coscienza («trovo difficile perdonarmi per quanto è accaduto»), a dubbie e tardive sospensioni del giudizio («Dal mio punto di vista, nel profondo del cuore, nutrivo dei dubbi...» sino ad una liberatoria frase pronunciata poco prima di morire: «Credo che ora comincerò a perdonarmi».
La reazione alle dichiarazioni della segretaria da parte di Amos Luzzato, intervistato per gli “Extra” del DVD, è durissima. Egli scorge nella descrizione della vita quotidiana della Junge accanto al dittatore i chiari segni del fanatismo, inteso «non come una fase transitoria, momentanea, fugace della storia umana o della storia di queste persone, ma come una componente che diventa talmente abituale da essere addirittura banale. Uno può essere fanatico costituzionalmente? (…) Direi di sì».
Silvio Celli
Miniatura immagine