Newsletter
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti
Mediacritica
Mediateche FVG
Mediateca "Mario Quargnolo"
visionario.movie/mediateca
Via Asquini, 33
33100 - Udine
Tel: 0432 - 298761
Mediateca di Cinemazero
mediateca.cinemazero.it
c/o Palazzo Badini
via Mazzini, 2
33170 - Pordenone
Tel: 0434 - 520945
La Cappella Underground
www.lacappellaunderground.org
c/o Palazzo Galatti
via Roma, 19
34132 - Trieste
Tel: 040 - 3220551
Presentazione
Regolamento Mediateche FVG
Link utili
 
Con il sostegno di
 
Info
Mediateca.GO "Ugo Casiraghi"
mediateca provinciale di Gorizia

Via G. Bombi, 7
34170 - Gorizia

Tel +39 0481 534604
fax +39 0481 539535
info@mediateca.go.it

Sala studio
dal lunedì al venerdì
dalle 15 alle 19

Distribuzione
dal lunedì al venerdì
dalle 15 alle 19

 
 
Kinemax
 
Pink Floyd – Live at Pompeii. The Director's Cut (2003, Universal, 93') di Adrian Maben
Contenuti extra: Intervista al regista; Il Concerto Originale; Galleria di Immagini; Storia di Pompei; Le Copertine degli Album; Versi; Titoli
Miniatura immagine
A distanza di una trentina d'anni dall'uscita di Live at Pompeii (1971), il regista Adrian Maben ripropone una nuova versione del celebre film girato dai Pink Floyd nel teatro di Pompei.
Gli spettatori abituati a vedere sugli schermi cinematografici le riprese dei concerti dei Rolling Stones (Shine a Light, 2008, di Martin Scorsese) o degli U2 (U2. Rattle and Hum, 1988, di Phil Joanou) potranno restare sorpresi di fronte a questo “Live”. Nell'arena dell'anfiteatro, il gruppo inglese suona sì dal vivo, ma sulle maestose gradinate non vi è alcuna traccia del pubblico. «Volevo girare un film anti-Woodstock» dichiara infatti il regista nell'intervista contenuta negli extra,  aggiungendo che l'intento era quello di registrare i brani musicali con la stessa qualità e lo stesso rigore richiesto da un'incisione discografica.
In questa nuova versione il regista cerca di perseguire fino in fondo quell'idea di connubio fra arte e musica che nel 1971, a causa dei ridotti tempi per le riprese e degli impegni della band, aveva dovuto in parte ridimensionare. La macchina da presa si muove in una Pompei priva di presenze umane, quasi metafisica – a buona ragione Maben afferma che i suoi riferimenti furono De Chirico e Magritte – dominata da un alone di mistero. I paesaggi “lunari” della solfatara di Pozzuoli o delle pendici del Vesuvio stabiliscono una sorta di continuità figurativa con le riprese spaziali montate nella nuova versione.  
Il DVD, che offre anche la versione originale del film, si segnala particolarmente per la ricchezza dei contenuti extra.