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Nosferatu il vampiro (Nosferatu, Eine Symphonie des Grauens, Germania, 1922, 61') di Friedrich Wilhelm Murnau
A Brema nel 1838 l'ambiguo commerciante di terreni Knock chiede ad un suo dipendente, il novello sposo Hutter, di recarsi in Transilvania per trattare un affare con il misterioso conte Orlok. Appena giunto a destinazione, Hutter viene messo in guardia sulla figura del conte che, secondo superstizioni locali, è legata ad una razza di creature della notte, i vampiri. Pur essendo testimone di strani accadimenti, il senso del dovere spinge Hutter ad incontrare Orlok il quale, per caso, scopre il ritratto della moglie che il giovane portava con sé e ne rimane profondamente colpito tanto da partire immediatamente per Brema. Ma Orlok porterà con sé ben più della sua nefanda presenza e la città tedesca si ritroverà a dover affrontare un Male vecchio di secoli in grado di corrompere la natura stessa.
Liberamente tratto dal romanzo Dracula di Bram Stoker, Nosferatu, eine Symphonie des Grauens è probabilmente il più importante film horror della storia
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del cinema. Oltre a rappresentare uno dei vertici dell'espressionismo tedesco e ad esser stato soggetto di letture ideologizzate durante il nazismo che ne hanno amplificato la leggenda, il film di Friedrich Wilhelm Murnau è anche un pioniere nell'uso degli effetti speciali (l'uso del negativo della pellicola, sequenze girate a passo uno) e nella gestione del ritmo della narrazione. A distanza di quasi un secolo, Nosferatu è ancora efficace nell'inquietare lo spettatore e nel mettere in scena un orrore onirico e straniante che, complice l'onnipresente dicotomia luce-ombra, ha il sapore di una fiaba gotica opprimente e malinconica, nonostante la liberatoria purificazione finale. E anche per questa sua anima allegorica, il film si presta a numerose interpretazioni: dall'atto di accusa alle tirannie alla riflessione sul tema della morte, passando attraverso la chiave psicanalitica che vedrebbe il viaggio di Hutter come l'avvicinarsi al proprio doppio più oscuro. Da segnalare come possibili visioni parallele, il remake di Werner Herzog (Nosferatu: Phantom der Nacht) che ha spostato il punto di vista dall'eterna lotta tra Bene e Male verso un pessimistico confronto tra Uomo e Natura, e L'Ombra del Vampiro di E. Elias Merhige che sfrutta le numerose leggende nate intorno all'opera di Murnau per rileggere il vampirismo come metafora dell'arte e dell'industria cinematografiche.

Marco Cumin
Sezione a cura di “El Bradipo” www.elbradipo.net