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LISA E IL DIAVOLO - LA CASA DELL'ESORCISMO
La fitta trama di intrecci è costruita con la raffinatezza e l'inventiva tipiche del regista che, con atmosfere crepuscolari, attenua i toni horror e l'ironia di alcuni passaggi. Secondo alcuni un film minore di Bava, ne testimonia comunque lo stile nel colpo di genio finale. Telly Savalas nel personaggio di Leandro succhia lecca lecca come deterrente per il fumo: caratteristica destinata a fare la sua fotuna. Presentato al Festival di Cannes nel 1972, il film riceve una fredda accoglienza e resta di fatto inedito anche in Italia fino al 2004 (in cui va in onda su Sky). Il produttore Alfred Leone, insoddisfatto delle vendite, decide di ritirare la pellicola e a ripresentarla con delle sequenze girate ex novo sotto il nuovo titolo La casa dell'esorcismo, nel tentativo di sfruttare l'ondata di popolarità del recente L'esorcista di William Friedkin.
Miniatura immagine
La casa dell'esorcismo (1974)
Regia: Mario Bava
Si tratta di una riedizione di Lisa e il diavolo, girato da Mario Bava nel 1972, con un differente montaggio a cui sono state aggiunte delle scene girate ex-novo dal regista Alfredo Leone che era insoddisfatto delle vendite. Durante un viaggio in Spagna una turista americana si imbatte in un uomo identico alla raffigurazione del Divaolo appena vista in un antico affresco. Poco tempo dopo la donna cade vittima di uno stato di possessione demoniaca e rivive assieme al prete esorcista la tragedia dello spirito che la abita. Tutta la parte sull'esorcismo è aggiunta dal produttore per sfruttare il successo del film di Friedkin di cui copia pari pari soluzioni intere. Mario Bava non fu affatto soddisfatto del risultato, che di fatto appare confuso e gratuitamente grottesco.