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LAVORARE CON LENTEZZA
E' il 1976 nella rivoluzionaria Bologna e se ci si sintonizza sulla frequenza 100.6 si scopre Radio Alice, la capostipite delle radio libere, senza padroni, senza limiti e censure, fatta da giovani rivoluzionari in cerca di un modo per diffondere le loro opinioni. Il suo raggio arriva anche sottoterra, imbattendosi in Sgualo e Pelo, due ragazzi di periferia che arrotondano con qualche lavoretto per un piccolo ricettatore. Ascoltare ogni notte la voce di persone determinate a cambiare la società li porta a riconsiderare le loro vite e fare qualcosa per renderle più interessanti e degne di essere vissute.
Miniatura immagine
La protagonista della favola di Lewis Carroll è una Alice curiosa, una sognatrice controcorrente, fabbricante di mondi ideali. Radio Alice è la sua gemella, portabandiera di un gruppo di giovani intenzionati a non lasciarsi calpestare da un presente insoddisfacente, determinati a trovare il modo per essere veramente loro stessi, oltre qualsiasi padrone, giudizio o morale. Come un foglio bianco da riempire ogni giorno, non ha un palinsesto fisso ma si struttura sulla base delle telefonate degli ascoltatori, proponendole in diretta senza censure, un libero e inarrestabile flusso creativo di idee, alternando opinioni politiche, dichiarazioni d'amore, canzoni, poesie, lezioni di yoga e favole della buonanotte. La sua voglia di comunicare arriva anche sottoterra, raggiungendo due diligenti talpe senza sogni e aspirazioni, concentrate unicamente a scavare per qualcun altro un tunnel sotto la Cassa di Risparmio di Piazza Minghetti.
Lo spazio non è riservato unicamente all'analisi delle ragioni dei giovani rivoluzionari: uno dei punti di forza del film sta nel tratteggiare gli antagonisti del flusso creativo, dei carabinieri frustrati, ciascuno che sfoga sui propri subordinati l'insoddisfazione per una vita costruita su disillusioni. Colpiscono molto i primi piani insistiti, spesso stretti su dettagli, lasciando che la tensione si costruisca visivamente grazie a inquadrature sgangherate che ritraggono di taglio cupi volti in semiombra. Infine il montaggio studiato produce significato per assonanza, per dissonanza, mescolando insieme messaggi su slides luminose e rielaborazioni fantasiose che omaggiano il cinema muto delle origini, per raccontare con immaginazione la creazione di un movimento.
Tratto dal documentario Alice è in paradiso ad opera dello stesso regista, il film romanza con stile i fatti di anni caldi, omaggiando la radio e soprattutto i suoi ascoltatori, chi veramente identifica Radio Alice, insieme all'irriverenza di editoriali scritti su carta igienica.

Margherita Merlo - Mediacritica


Dove e quando
Kinemax Gorizia
18/10/2012
20.30