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LA MORTE NERA. VIVERE E MORIRE AI TEMPI DELLA PESTE
Come opportunamente rileva la voce off, l'epidemia lasciò tracce anche nella letteratura dell'epoca, se è vero che il Decameron di Boccaccio dispiega le sue novelle nella cornice di una fuga nel contado da parte di un gruppo di giovani risoluti a fuggire il contagio. Diversi i meriti del documentario, ma fra essi almeno due meritano di essere segnalati. In primo luogo esso dedica il dovuto rilievo alle credenze popolari che si diffusero circa le modalità di propagazione della peste.
Il terrore che si diffuse fra le popolazioni fece sovente ritenere che il morbo costituisse una manifestazione dell'ira divina e i rimedi adottati – forme di espiazione di massa, processioni, autoflagellazioni – finirono sovente per accelerare la trasmissione dell'epidemia; il documentario si sofferma poi sulle moderne tecniche messe in atto dagli archeologi per rinvenire tracce del batterio Yersinia pestis nei resti umani ritrovati nelle fosse comuni risalenti al periodo di massima propagazione della peste.
Una curiosità: lo speaker che illustra agli spettatori la storia della “morte nera” durante il Medioevo (ovviamente doppiato in italiano) è il celebre attore James Woods.
Miniatura immagine
Marta Coretti

sezione a cura de “El Bradipo”
www.elbradipo.net