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JABBERWOCKY
Dopo Monty Phyton e Il Sacro Graal (1975), Gilliam ritorna con un'altra storia dal sapore medievale accompagnata da una punta di ironia e divertimento, con sanguinose battaglie e situazioni pericolosamente stravaganti: un mix di avvenimenti che regalano una pellicola non allo stesso livello del lavoro di due anni prima, ma un lavoro che, nel complesso, non è privo di qualità. Jabberwocky è pur sempre una storia di cavalieri coraggiosi, mostri da uccidere ed eroi maldestri! Come si fa a resistere a tutto questo?

Fortuna, sfortuna, avventure e disavventure. Un ciclo continuo di avvenimenti senza veri e propri rapporti causa/effetto, ma semplici coincidenze che investono il protagonista di Jabberwocky, Dennis. Una pellicola curiosa, ambientata in uno di quei tipici mondi medievali pieni di mistero, cavalieri, mostri e avventure che bene o male riescono sempre a divertire. Il divertimento c'è, e non lo si può negare, ma al termine della visione si resta con l'impressione di aver visto nulla di più che una buona pellicola curata sotto tutti i punti di vista.
Miniatura immagine
Il cast, con tanto di Michael Palin che interpreta Dennis, riesce a dare un ottimo tono ai personaggi. Le ambientazioni evocano con grande libertà il periodo rappresentato sullo schermo, mentre i costumi, senza ricercare un'accuratezza storico/stilistica, sono pienamente adatti a restituire l'idea di una favola medioevale. Sorprendenti gli effetti speciali, come il sangue copioso durante la giostra o il combattimento finale con il mostro: per gli anni in cui il film fu girato e per il budget modesto a disposizione di Gilliam, il risultato può definirsi notevole.


Marco Tamburlini