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TERRA MADRE, r. Ermanno Olmi (IT, 2009, 78’)
Documentario su uno dei temi caldi della discussione mondiale sul futuro di questo pianeta: il cibo. Il regista pone diversi punti di riflessione sui risvolti politici, economici, sociali ed ecologici legati a tale tema, nella speranza che il film contribuisca a sviluppare il dibattito internazionale ed a sviluppare la consapevolezza...

Terra madre è un collage poetico e variegato, fatto di tante parole e lunghi silenzi assordanti che sfiorano il lirismo di una cantica come nel meraviglioso e toccante finale che trascina lo spettatore nella valle dell’Adige, dove l’occhio indiscreto e mai invadente di una videocamera cattura i piccoli gesti quotidiani e rituali di un anziano contadino che zappa, coltiva, semina e raccoglie incurante dello scorrere implacabile e perpetuo delle stagioni. È forse proprio l’intenso epilogo, affidato alla sensibilità e allo sguardo penetrante di Franco Piavoli, la punta massima 
Miniatura immagine
raggiunta da questo progetto attraverso una sorta di partitura audiovisiva dal forte impatto emozionale. Qui il regista di Pozzolengo compone una piccola poesia che non ha bisogno di parole, osserva senza mai invadere e contaminare quello che cattura, restituendone la vera essenza. Il risultato ci riporta inevitabilmente alle sensazioni provocate dalla visione di opere come Il pianeta azzurro, elegia lirica di impianto naturalistico sul ritmo delle stagioni e sulla ciclicità di ogni vita, o Al primo soffio di vento, racconto in chiave leopardiana di un pomeriggio del “dì di festa” di una famiglia bresciana, chiusa nel torpore e nella solitudine di una domenica d’estate.
Quella di Piavoli è pero solo una delle tante tappe che hanno segnato il viaggio per immagini curato da Olmi, un tour che ha portato le diverse troupe e i rispettivi registi nei luoghi più significativi della lotta alla sopravvivenza delle specie animali e vegetali che ci offrono sostentamento: dalle distese ghiacciate dell’arcipelago delle isole Svalbard nel Nord della Norvegia per immortalare l’inaugurazione della Banca Mondiale dei Semi, siglata dal presidente dell’Unione Europea Josè Barroso, alle spedizione con destinazione Dehradun, nella regione Uttarachal del nord dell’India, che ha portato Maurizio Zaccaro a documentare la tradizionale e sacra raccolta del riso in compagnia di Vandana Shiva, Presidente della Commissione Internazionale sul futuro dell’alimentazione e dell’agricoltura. Il regista de Il mestiere delle armi e de L’albero degli zoccoli torna così alle origini documentaristiche che hanno segnato i suoi esordi dopo aver dato l’addio definitivo al cinema di finzione, scegliendo proprio Terra madre per tuffarsi in questa seconda giovinezza. Fagocita, analizza, rielabora e infine plasma a propria somiglianza i materiali eterogenei a lui affidati, partoriti in precedenza da visioni, stili, pensieri e approcci completamente diversi per concezione e destinazione mediatica (reportage, immagini di repertorio, servizi giornalistici, documentari naturalistici, materiale fotografico, ecc...) realizzati da altri colleghi. Le riprese filmate durante le due edizioni di “Terra madre” svolte nel 2006 e nel 2008, che hanno visto la partecipazione di circa 7.000 persone di ogni estrazione, razza, religione, occupazione ed età, provenienti da 153 paesi del mondo si sono trasformate nella spina dorsale dell’intero documentario, un leit motiv che ha consentito al curatore Olmi di dare una linea guida chiara al percorso narrativo e concettuale del progetto filmico. Il tutto poteva naufragare a causa della diversità e alla difficile coesistenza di elementi così disparati, ma che al contrario, grazie proprio a Olmi, hanno trovato tutti la giusta collocazione dando origine a un qualcosa che sintetizza alla perfezione la sua poetica umanista e l’idea di cinema antropocentrico che da sempre lo caratterizza, tanto dal punto di vista figurativo quanto da quello più strettamente morale.
Francesco Del Grosso (www.cineclandestino.it)
Dove e quando
Kinemax - Monfalcone
Giovedì, 11 XI 2010
ore 20.30