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IL PRIMO INCARICO
Il primo incarico

Interpreti e personaggi

Isabella Ragonese: Nena

Francesco Chiarello: Giovanni

Alberto Boll: Francesco

                Miriana   Protopapa: sorella di Nena

Rita  Schirinzi: madre di Nena

Bianca Maria Stea Lindholm: Donna Carla

Vijaya Bechis Boll: Cristiana

Antonio Fumarola: Domenico

Antonia Cecere: zia Vincenza

Miniatura immagine
Il primo incarico racconta una storia straordinaria e insieme comune, quella di Nena maestra neodiplomata assegnata a una piccolissima scuola di campagna. Nel 1953 lasciare casa per lavoro e non per un matrimonio è ancora un fatto di grande significato sociale ed emotivo e la circostanza provoca in lei un misto di sollievo (i rapporti con la madre sono tutt'altro che sereni) e di dolore, considerato che Francesco, il ragazzo di cui e innamorata e che l'ha aiutata a diplomarsi, non può seguirla. Il viaggio per raggiungere la destinazione assegnatale è lungo e complicato e il paesaggio si fa sempre più selvaggio e agreste man mano che Nena si addentra tra uliveti e campi brulli. Il rapporto con i suoi studenti e con i loro genitori non è facile: usi, comportamenti persino le parole che usano non hanno lo stesso significato per entrambi. La situazione di Nena è complicata dalla presenza di un uomo di mezza età, dall'aspetto più urbano degli altri che accusa la maestra di non essere all'altezza del proprio incarico sia dal punto di vista didattico che morale. Il ricordo di Francesco e le sue lettere aiutano Nena ad affrontare le giornate di lavoro e la frustrazione che esse portano, ma proprio una di queste lettere, arrivata in una fredda giornata di febbraio segna una frattura con l'adolescenza e le sue aspettative, gettando Nena nell'età adulta con la brutalità di un rito di passaggio. Francesco appartiene a un altro mondo, alla borghesia che dalla Puglia si è spostata a fare affari a Napoli, a Roma, in Africa; per quanto a lui piaccia vivere con la zia in provincia questo mondo può irrompere nella sua vita in ogni momento ed è quello che accade. Una cugina che presenta un'amica, un viaggio insieme, un'improvvisa passione che Francesco dice di non saper spiegare e di cui chiede la ragione a Nena si risolvono in un disperato vagare di questa nella campagna e nel suo volontario precipitare in un pozzo.
Nena si salva ma è stordita, confusa e arrabbiata. Per vendetta (verso Francesco e verso se stessa) inizia a frequentare Giovanni, il nipote del proprietario del trullo in cui è compresa anche la scuola. Scoperta viene messa davanti a due possibilità: sposarsi o rinunciare all'insegnamento a causa di un esposto per condotta immorale. Né Nena né Giovanni hanno desiderio di sposarsi, ma entrambi vedono in questo atto che da solo sembra garantire la legittimità dell'indipendenza una via d'uscita individuale e dunque accettano. Perfetti estranei chiusi in una casa comune per lo più si ignorano e qualche volta si scontrano. L'intesa con gli allievi invece diventa sempre più profonda e anche le donne della comunità hanno verso Nena attenzioni che nascono dal fatto di poterla finalmente contestualizzare in un ruolo che conoscono, seppur continuando a ritenerla più autorevole perché maestra. Lo stesso Ispettore scolastico venuto per un'ispezione si complimenta per la preparazione dei bambini. La richiesta che Nena avanza, ovvero il trasferimento al Nord, non deve essere letta come un rifiuto della comunità in cui insegna ma solo un modo per sfuggire alla pesante situazione privata in cui Nena si è costretta. Eppure sia in lei che in Giovanni qualcosa sta cambiando: Nena prova meno rancore, Giovanni meno fastidio per quella moglie così umorale e “studiata”. Situazione che diventa ancora più opprimente quando Francesco le scrive e Nena sente il bisogno di incontrarlo, Giovanni vorrebbe impedirglielo ma è proprio questa visita che completerà la trasformazione. Francesco parla di annullamento del matrimonio, parla di ricominciare a vivere insieme a Napoli o a Roma, parla un linguaggio da adolescente a una persona ormai adulta. Dicendo alla madre che vuole tornare a casa Nena riparte per la campagna. Giovanni è a lavorare fuori, ma tornerà presto e la scuola è lì che l'aspetta.
Il nucleo centrale de Il primo incarico si ispira alla vera storia dei genitori della regista. Come ha più volte raccontato Giorgia Cecere si tratta di una vicenda con tali risvolti romanzeschi da essere sorprendente anche per degli sceneggiatori professionisti. Su questo nucleo italiano si sono aggiunti i ricordi del cosceneggiatore, il pittore Yang Li Xian. Mandato come tutti i giovani cinesi delle città a trascorrere un anno in qualche sperduto paesino di campagna, Yang Li Xian ha portato nella vicenda aneddoti e sfumature che la rendono universale, perché oltre alla ricostruzione storica e ambientale è quel paesaggio interiore fatto di slancio e paura, timore ed entusiasmo che accompagna la prima uscita indipendente dalla casa dell'infanzia.
Questo paesaggio, insieme emotivo e reale, è reso con efficacia dalle scelte di fotografia, dal modo discreto con cui i personaggi sono seguiti nella loro quotidianità, dalle inquadrature che li inseriscono in modo armonico ma distinto nel paesaggio che li circonda. La regista sottolinea infatti sia l'importanza di aver lavorato assieme a un pittore (e dunque di aver fuso da subito il linguaggio verbale con quello visivo) sia il condividere con Yang Li Xian un'idea di cinema assai diffusa in Oriente, semplice nella narrazione ma raffinata e profonda nei significati.

Anna Antonini
sezione a cura de “El Bradipo”
www.elbradipo.net