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Gianni Amelio, Il vizio del cinema. Vedere, amare, fare un film, Torino, Einaudi, 2004, 318 p.
Il cinema può essere un vizio? Può essere uno di quei piaceri dell’uomo la cui mancanza conduce all’astinenza? Per Gianni Amelio sembra di sì. Lo dichiara nella sua introduzione, paragonandolo addirittura al fumo, all’alcool e ai sette vizi capitali. Da questi vale la pena guarire, ma dal vizio del cinema no, perché ogni momento vissuto davanti allo schermo, dentro una sala, identificandosi nei personaggi e nei loro attori non si può dimenticare, non vi si può rinunciare, sarebbe come perdere una parte della vita stessa. Un’esperienza di volta in volta unica.
Il modo in cui l’autore e regista raccoglie i suoi appunti critici e stila opinioni spesso dettate dall’emotività e dalla reminiscenza dimostra come il cinema diventi una forma di amore incondizionato, un amante fedele di cui non si può più fare a meno. Ne Il vizio del cinema sono raccolte le schede di film realizzati tra gli anni ’30 e gli anni ’70, molti dei quali diventati dei classici.
Amelio ci offre così delle recensioni anticonvenzionali rispetto alla critica ufficiale. Film italiani e stranieri, da
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M a Jules e Jim, da Riso amaro a Manhattan e poi Il gigante, Notorius, Otto e mezzo, Playtime e altri vengono ricordati in ordine sparso, osservando gli elementi più disparati, spesso cogliendo prospettive inedite, altre volte suggerendo ulteriori livelli di lettura di film ormai celeberrimi; altre volte ancora Amelio si lascia andare ai ricordi, ai sentimentalismi, ai consigli per la visione, alle esperienze da regista o da spettatore o ancora racconta aneddoti succulenti, non necessariamente legati in modo diretto al film in questione. Originalità, ironia e personalità e anche un pizzico di psicologia sono gli ingredienti specifici de Il vizio del cinema, dove ogni scheda consiste in un assaggio esclusivo e sempre saporito di quei classici entrati a far parte della memoria collettiva, ma che sono unici per ciascuno spettatore, a seconda di quello che il film rievoca in ciascuno o di come ciascuno lo vive. D’altronde è proprio questa la peculiarità di ogni vizio.

Sara Gallini
Seziona a cura di “El Bradipo” www.elbradipo.net