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Crossing the Bridge. The Sound of Istanbul
Settantadue popoli hanno attraversato il ponte sul Bosforo e hanno camminato nelle vie di una città al confine tra Oriente e Occidente nota con più nomi, tutti affascinati, misteriosi e a volte minacciosi. Cercare di individuare il panorama musicale di Istanbul significa avvicinarne la complessità culturale, sociale e politica e affrontarne la natura insieme europea e asiatica della città e dei suoi abitanti. Fatih Akin avrebbe potuto accontentarsi del proprio sfaccettato punto di vista di cittadino tedesco di origini turche, ma preferisce mostrare e ascoltare Istanbul attraverso lo sguardo e le orecchie di Alexander Hacke, bassista del gruppo Einstürzende Neubaten e compositore di alcuni brani della colonna sonora de La sposa turca. Lo spettatore segue dunque Hacke dal suo arrivo carico di registratori, cavi e computer, alla partenza: un breve lasso di tempo che serve solo a scalfire una superficie articolata ma ignota. Il colpo di Stato militare del 1980 aveva proibito l'ascolto e la diffusione della musica delle minoranze, un provvedimento revocato solo dieci anni dopo. Questo significa che la Turchia accoglieva musica straniera di ogni genere e provenienza nel momento stesso in cui venivano cancellate le sue radici musicali.
Miniatura immagine
Radici che oggi vengono recuperate sia filologicamente sia (e sono i casi più vivaci) mescolandole al pop, al rock o all'hip-hop (ed è incredibile per un occidentale scoprire come il turco funzioni ritmicamente e sonoramente meglio dell'inglese). Mentre Hacke incontra leggende quali Erkin Koray, Orhan Gencebay o Sezen Aksu o musicisti di strada che si sottraggono all'industria musicale per continuare a mantenere viva la funzione civile di unire nella musica ceti diversi, Akin inserisce spezzoni di film d'epoca e fotografie che restituiscono visivamente il difficile, drammatico rapporto della Turchia con se stessa e con l'Europa. Il Dvd è corredato da ricchi extra (documentari, videoclip di alcuni dei musicisti e cantanti che hanno partecipato al documentario) che permettono allo spettatore di ampliare ulteriormente le proprie conoscenze e partire alla scoperta di un vasto, ricco mondo di suoni e parole. Perchè, come sosteneva Confucio, citato nei titoli di testa: “Per capire la cultura di un posto devi ascoltarne la musica”.

Anna Antonini
Sezione a cura di “ El Bradipo” www.elbradipo.net