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3 film di Chris Marker – La Jetée (Francia, 1962, Argos Film, 28'); Sans Soleil (Francia, 1983, Argos Film, 110'); Level Five (Francia, 1997, Argos Film, 106'); Distribuito da Ripley's Home Video di Chris Marker
Questa collection contiene tre tra i più noti film di Chris Marker, regista, fotografo e scrittore francese. La Jetée è il suo film più conosciuto in cui, in soli 28' minuti, imbastisce uno scenario di guerra dal quale si può tentare di fuggire solo viaggiando attraverso il tempo e aggrappandosi ai ricordi di un lontano passato. Per quest'opera, che lo stesso regista definisce un fotoromanzo, si può parlare di un vero e proprio manifesto, in cui le ossessioni di Marker (la memoria, il tempo, gli snodi cruciali della Storia) vengono fissate in una serie di fotografie che formano un racconto filmico grazie alle musiche e alla voce narrante e che solo per pochi istanti sembrano animarsi, mosse dai sentimenti e dalle speranze del protagonista. Ne La Jetée l'Uomo viene ritratto come un perenne prigioniero di forze incontrastabili, siano esse derivate dalle circostanze della Storia (in uno scenario post atomico del "Presente" oppure in un indecifrabile e cupo "Futuro"), ma anche, e soprattutto, legate al ricordo e al rimpianto di un tempo già vissuto nel quale non è possibile tornare davvero.
Sans Soleil del 1983 è invece strutturato come un reportage che usa un parallelo tra un "mondo futuro" come quello di un Giappone in via di tecnologizzazione e il "mondo passato" rappresentato da alcune zone africane in cerca di un'identità precisa dopo la fine dell'epoca coloniale. In realtà, la visione di Marker cerca di ricostruire una memoria fittizia per lo spettatore attraverso sequenze legate per associazione visiva supportate dalla lettura degli scritti di chi ha intrapreso questo viaggio. In quest'opera di manipolazione dell'immagine e dei ricordi (che in alcuni punti rimanda ad alcuni lavori di Gianikian e Ricci Lucchi) il regista s'interroga sulle contraddizioni di paesi in cui diversi Tempi (e tradizioni, culture, ideologie) sono costantemente in collisione e nei quali si può provare, attraverso lo sguardo, a fissare i momenti in cui le correnti della Storia stanno mutando.
Level Five prova a comporre uno scenario differente su temi già affrontati: il segmento principale è composto da una rappresentazione di un Presente-Futuro narrato in un lungo monologo dalla protagonista che prova a costruire un videogioco che restituisca la memoria di traumi passati, in questo caso relativi ancora al Giappone e alla sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale. Questo filo conduttore intimista che rinuncia a qualsiasi fissità dello sguardo e spazia da associazioni futuriste a messaggi subliminali immersi in un'ormai sorpassata (anche per gli anni '90) computer grafica, si lega a immagini di reportage ancora una volta tese a ristabilire una verità storica, seppur attraverso una sorta di allucinato mockumentary che è sorprendentemente in anticipo sui tempi per il genere (pur non essendo tra i primi esempi).
Marco Cumin
Sezione a cura de "El Bradipo" www.elbradipo.net

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